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Il nonno dell’autore di Retroterra: “prima di parlare di divario generazionale restituiscimi le mie duemila euro”





Qui in redazione non si erano neppure calmate le risate dopo la lettura dell’ultimo articolo di Retroterra che ci squilla il telefono. Alla cornetta parla Joan Carlo Pracucci, il nonno dell’autore di Retroterra, che vuole dire la sua sul tema del divario generazionale su cui si è espresso giusto ieri il nipote. Riportiamo la chiamata integralmente.



Il signor Joan Carlo Pracucci


“È Joan Carlo che parla. Sono indignatissimo, proprio indignatissimo per quello che ha fatto Andra. Dovete sapere che l’ho sempre trattato come mio figlio, con il massimo delle attenzioni, lo portavo al centro commerciale e tutte le barbie sirena che prendeva gliele compravo. Fino all’adolescenza è cresciuto come ogni altro bimbo, provando un forte affetto nei confronti del “suo nonnino”, come mi chiamava.

- La chiamata si interrompe un attimo, sentiamo Joan Carlo reprimere un singhiozzo

Successivamente non so cosa sia successo, ma da un momento ad un altro me lo sono trovato rivoltato contro, ha iniziato con una serie di dispettucci tipo che mi nascondeva la dentiera, spostava il mio girello, mi sabotava il pappagallo che si usa per pisciare facendoci dei buchi. Il mio sentimento nei suoi confronti non è mai cambiato, però. Una cosa che solo i nonni possano capire, e in piccola parte i genitori. E poi è successo il fattaccio.


I dispettucci sono diventati veri e propri soprusi. Furto di carte di credito, furto di capi vintage dal mio armadio, un uso sconsiderato del gas della mia casa per la sua doccia quotidiana. Insomma, più che un nipote era diventata una spesa non più tollerabile. Infine, senza chiedere il permesso mi prendeva sempre la mia automobile, una Tata Nano, che iddio solo sa quanto io e mia moglie Maria abbiamo risparmiato per comprarla.


Nonna Maria


- Qui il signor Ezio scoppia a piangere

Redazione di Stopretroterra: Perchè piange signor Ezio?

Nonno Ezio: scusate, mi è venuto da pensare alla morte di mia moglie Maria. È successo un paio di anni fa, lei soffriva di una polmonite grave e Andre ha rubato il Tussinex, lo sciroppo della tosse, solo per farsi qualche foto con il bicchierone di Lean per emulare i suoi trapper di riferimento.

Ma riprendo il discorso: la Tata Nano era l’unica cosa che mi era rimasta della mia signora. Andrea si è venduto tutto, le perle, i gioielli, il servizio di piatti, solo quella macchina mi era rimasta. Ma segnatevi questa data maledetta: maggio 2021. Stavo cogliendo i pomodori del mio orto quando sento l’inconfondibile rombo della tata nano echeggiare. Un ladro, ho pensato, ma subito dopo ho pensato ad Andrea, che è molto peggio. Mezz’ora dopo una chiamata: Andrea con la totale mancanza di rispetto dice che sulla strada per San Tomaso ha preso un muretto, ha spaccato una ruota e ha deciso di lasciare la macchina là. Poi mi ha mandato a fanculo. Mi è crollato il mondo addosso. Ora sono pieno di debiti e la Tata Nano è stata rottamata, perché il carro attrezzi ha raggiunto l’auto più velocemente di me (non avevo la macchina per arrivare a San Tomaso).


La Tata Nano incidentata


Quindi caro Andrea, se leggerai questo articolo, ti ricordo che prima di parlare di divario generazionale devi parlare di onestà, di rispetto per gli anziani e di educazione. Senza riempirti la bocca di discorsi molto più grandi di quell’uomo piccolo che sei. Il mio iban ce l’hai, hai rubato la mia carta per comprarti le Camel alla menta per gran parte della tua vita. Aiutami almeno a pagare la metà della multa di quattromila euro che mi è stata fatta dal comune di Son Tomaso per colpa tua.

Che Dio ti maledica.

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